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Dichiarazione IVA integrativa : la guida completa

Valerio Gay

Valerio Gay

Team lead - Account manager

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Omissioni, errori, incompletezza dei dati. Queste tre situazioni rappresentano i presupposti da cui nasce la dichiarazione IVA integrativa, utile a rettificare e modificare la versione originaria. Nei paragrafi successivi sono illustrate in dettaglio le finalità, i termini, le sanzioni previste, il procedimento di ravvedimento operoso e le caratteristiche tecniche del quadro VH connesse alla dichiarazione.

Sommario

Dichiarazione IVA integrativa: i presupposti

 

 

Il titolare di partita IVA, libero professionista o imprenditore, è tenuto ad inviare annualmente in modalità telematica, e nel rispetto della scadenza IVA, la comunicazione degli acquisti e delle vendite che creano il debito o il credito IVA. Tale comunicazione destinata all’Agenzia delle Entrate, nota come dichiarazione IVA, è quindi il presupposto da cui scaturisce la successiva presentazione della dichiarazione IVA integrativa, quella con finalità specifiche illustrate nei paragrafi successivi. 

 

Per inciso, esistono anche soggetti che godono dell’esenzione di dichiarazione IVA in quanto non esercitano alcuna attività rilevanti in termini di imposta sul valore aggiunto.

 

 

Dichiarazione IVA integrativa: finalità e termini

 

 

Rettifica e integrazione. Sono queste le finalità principali della dichiarazione IVA integrativa volta a correggere la versione precedente. É necessario quindi che il contribuente abbia già presentato una regolare dichiarazione IVA, da modificare per intero o da completare.

 

Il portale dell’Agenzia delle Entrate conferma che tale dichiarazione debba essere presentata esclusivamente in modalità telematica, anche per mezzo di un intermediario abilitato, e deve contenere gli imponibili o i redditi non dichiarati e gli altri dati compresi nella dichiarazione originaria.

 

Secondo il D.P.R 322/88, in particolare all’art.8, la casella di dichiarazione integrativa deve essere compilata includendo il codice 1 per rettificare errori oppure omissioni, inclusi quelli relativi alla base imponibile, al debito d’imposta e alle eccedenze detraibili. Il termine temporale è il 31 dicembre del quinto anno rispetto a quello in cui è stata consegnata la prima dichiarazione e per gli avvisi dei periodi di imposta antecedenti al 2016; oppure entro entro il 31 dicembre del quarto anno seguente a quello in cui è stata consegnata la prima dichiarazione e per gli avvisi dei periodi di imposta antecedenti al 2016;

 

Il codice 2 va utilizzato invece nella casella di dichiarazione integrativa qualora il contribuente debba correggere la versione precedente in base alle comunicazioni inviate dall’Agenzia delle Entrate ai sensi dell’art. 1 della legge n. 190 del 3 dicembre 2014. 

 

L’eventuale credito che si evince dalla dichiarazione presentata nei termini temporali indicati, utile peraltro alla dichiarazione del periodo successivo di imposta, può essere detratto in sede di dichiarazione annuale o di liquidazione periodica oppure può essere utilizzato in compensazione o, ancora, è possibile chiederne il rimborso. 

 

L’eventuale credito di una dichiarazione IVA presentata oltra i termini temporali stabiliti può essere rimborsato o utilizzato in compensazione  per debiti del periodo d’imposta successivo rispetto a quello in cui è stata consegnata la dichiarazione originaria.

 

Il contribuente che presenta telematicamente la dichiarazione IVA integrativa entri i termini stabiliti per legge dovrà barrare casella apposita “Correttiva nei termini” affinchè possa  presentare il nuovo documento contabile. Qualora siano scaduti i termini, il contribuente può presentare una nuova dichiarazione su modello conforme a quello accettato in precedenza e riferito al periodo di imposta della dichiarazione.

 

 

Dichiarazione IVA integrativa: sanzioni 

 

 

La dichiarazione IVA integrativa deve essere consegnata entro il 31 dicembre del quinto anno seguente a quello della dichiarazione originaria. La presentazione entro 90 giorni dalla scadenza comporta le seguenti sanzioni.

 

  • Da 250 fino a 2.000 euro per la correzione di errori non individuabili tramite controllo automatizzato. La correzione è sanabile attraverso il cosiddetto ravvedimento operoso.
  • Sanzione del 30% calcolato sull’importo non versato per rettificare errori rilevabili attraverso controlli automatizzati o formale. Anche in questa occasione è prevista la possibilità di ravvedimento.

 

Per dichiarazione IVA integrativa consegnata dopo 90 giorni le sanzioni sono così classificate.

 

  • Sanzione di omesso versamento per errori rintracciabili in sede di controllo.
  • Sanzione  del 90% per la correzione di errori non desumibili in sede di controllo formale.

 

 

Dichiarazione IVA integrativa  e ravvedimento operoso

 

 

La consegna della dichiarazione IVA integrativa permette di correggere e sanare eventuali violazioni commesse in fase di compilazione della dichiarazione originaria destinata all’Agenzia delle Entrate. Il ravvedimento operoso, ossia l’istituto che incentiva l’adempimento dei doveri fiscali, comporta:

 

  • il versamento del tributo, se dovuto;
  • il versamento degli interessi moratori in funzione del tasso legale a maturazione giornaliera;
  • l’applicazione di una sanzione amministrativa ridotta.

 

La normativa stabilisce una serie di riduzioni delle sanzioni previste in caso di errori e inadempimenti legati alla dichiarazione IVA. Se il termine di regolarizzazione è 30 giorni dal versamento omesso oppure se la dichiarazione  seguente all’omissione avviene entro 90 giorni, a riduzione è pari a 1/10 del minimo.

 

Aumenta di 1/9 con termine di regolarizzazione entro 90 giorni dalla violazione o dal termine di presentazione; 1/8 oltre 90 giorni ma entro il termine di presentazione della dichiarazione dell’anno in cui è stata commessa la violazione o, in assenza di dichiarazione periodica, entro dodici mesi dall’errore o dall’omissione; 1/7 entro il termine di presentazione per l’anno successivo a quello della violazione o, in assenza di dichiarazione periodica, entro 24 mesi dall’errore o dalla omissione; 1/6 oltre il termine di presentazione per l’anno successivo a quello della violazione; 1/5 dopo l’accertamento della violazione nel PVC.

 

 

Dichiarazione IVA integrativa: il quadro VH

 

 

Il quadro VH, definito “Variazioni delle comunicazioni periodiche”, deve essere compilato per inviare, integrare o rettificare dati omessi, parziali o errati nelle Lipe (Liquidazione periodica IVA). Il rigo da VH1 fino a VH16 deve indicare gli importi esatti dell’IVA a debito oppure dell’IVA a credito per la correzione delle liquidazioni errate. VH4, VH8, VH12 e VH16 indicano invece i risultati delle liquidazioni trimestrali. 

 

La colonna dei subfornitori è dedicata ai  contribuenti che optano per il versamento dell’IVA trimestrale per contratti di subfornitura mentre la colonna 4 del modulo è destinata ai contribuenti che operano con liquidazione mista, ossia mensile e trimestrale, e nei casi in cui si procede alla compensazione delle liquidazioni trimestrali con quelle riferite all’ultimo mese del trimestre.

 

 

Conclusioni 

 

 

La dichiarazione IVA integrativa deve essere presentata all’Agenzia delle Entrate esclusivamente in via telematica, anche tramite un intermediario abilitato.  Viene ribadita quindi la centralità della digitalizzazione dei processi di natura fiscale e contabile che coinvolgono aziende, professionisti e Pubblica Amministrazione.

 

La digitalizzazione, l’automazione e la dematerializzazione documentale rappresentano il presente e soprattutto il futuro delle imprese: elementi sempre più utili e pervasivi nella gestione aziendale. 

 

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Per concludere: 3 punti chiave da ricordare 

 

  • La dichiarazione IVA integrativa ha finalità di rettifica e integrazione della dichiarazione originaria contenenti errori e omissioni anche riferiti alla base imponibile, al debito d’imposta e alle eccedenze detraibili.
  • La dichiarazione IVA integrativa deve essere consegnata entro il 31 dicembre del quinto anno seguente a quello della dichiarazione originaria.
  • Il ravvedimento operoso è l’istituto che incentiva l’adempimento dei doveri fiscali ma comporta il versamento di tributi, di interessi moratori o l’applicazione di sanzioni amministrative.
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Valerio Gay

Valerio Gay

Valerio Gay ha acquisito un’ampia esperienza presso Weekendesk e Qonto. Attualmente Team Lead Account Manager per l’Italia a Mooncard, supporta i clienti nell’utilizzo della soluzione e facilita l’integrazione delle note spese all’interno contabilità aziendale. Appassionato di economia, contabilità e diritto, Valerio rimane aggiornato sulle ultime tendenze di mercato e regolamentazioni.